L’arte comincia quando finisce lo sguardo

Viviamo in un tempo in cui tutti vedono, ma pochi osservano davvero.
Le immagini scorrono davanti ai nostri occhi con una velocità tale da impedirci di fermarci. Eppure l’arte nasce esattamente nel momento opposto: quando lo sguardo rallenta.
Un artista non aggiunge semplicemente un’immagine al mondo. Cerca ciò che il mondo custodisce in silenzio. Un muro consumato dal tempo, una finestra aperta sul mare, una sedia rimasta vuota possono raccontare molto più di una scena affollata.
Da anni la mia ricerca si muove in questa direzione. Non mi interessa descrivere ciò che accade, ma ciò che rimane dopo che tutto è accaduto. È in quello spazio silenzioso che riconosco la presenza del tempo.
Ho chiamato questa ricerca Restanza. Non è nostalgia, né memoria. È la capacità di riconoscere che ogni luogo conserva una traccia invisibile di chi lo ha abitato, di chi lo ha amato, di chi lo ha lasciato.
Forse il compito dell’arte oggi non è stupire, ma restituire profondità al nostro sguardo. Insegnarci a sostare. A riconoscere che anche il silenzio può avere una voce e che la luce, quando incontra il tempo, diventa memoria.

Karam Sebastiano Cannarella