Attraverso un processo del tutto personale, l’artista esamina la relazione tra pittura e fotografia e la loro comune capacità di “catturare l’attimo”. Allo stesso tempo, Cannarella rivisita i Maestri del passato, reinterpretandone l’opera attraverso una lente contemporanea.
L’artista riflette sul dialogo tra fotografia e pittura, riconoscendo il profondo legame che da sempre le unisce. Questa connessione diventa il filo conduttore che attraversa i dipinti di Cannarella. La sua opera apre un dialogo tra “pennello e obiettivo”, in cui le due tecniche visive si incontrano attraverso strati, sovrapposizioni e mutamenti di percezione: oltre la tela e prima della fotografia, o prima della tela e oltre la fotografia.
In questo spazio di scambio, pittura e fotografia non sono più linguaggi separati, ma modi di vedere interconnessi. Ciascuna preserva un istante trasformandolo: la fotografia attraverso l’immediatezza dell’immagine, la pittura attraverso il gesto, la memoria e l’interpretazione. La pratica artistica di Cannarella nasce proprio da questa tensione, dove l’istante catturato diventa un’immagine in continua evoluzione, sospesa tra realtà e immaginazione, passato e presente.