CALLIGRAFIA

Karam Sebastiano Cannarella è un “pittore-poeta delle sensazioni” e per questa sua magicità trasforma la realtà in simboli, alla ricerca del senso dell’infinito. Rappresentando il linguaggio segnico, l’artista proferisce un “infinito”, ripristinando una forma razionale e percettibile che permetta di cogliere l’ottica di qualunque cosa esista al di là della realtà.

Nei suoi “testi pittorici” utilizza quello che potrebbe definirsi un personale “alfabeto visivo”, in cui il protagonista è, indubbiamente, il segno. Ispirato dalla civiltà arabo-musulmana mette in scena lettere-segno evidenziate dalla disposizione delle forme, dalle intricate tracce e dagli indici immaginari mantenendo la quintessenza della loro composizione dinamica e della loro innegabile dimensione interculturale. L’artista crea cosi il suo linguaggio espressivo dal quale emerge una profonda conoscenza del medesimo, con il quale dimostra di saper alternare e scambiare il senso del rapporto tra la forma e il colore, grazie alla sua personale e libera creatività. Per l’artista la tela diventa spazio da costruire, seleziona i cromatismi, le infinite forme trasformando la sua ricerca in materia, segno e memoria, da fermare, per un istante, con il gesto pittorico, per poi tornare a vibrare nello spazio del dipinto disegnando quel vortice di segni e colore che spingono il nostro sguardo ad entrare nella “sua pittura”, che ci permette di catturare un messaggio universale, una sequenza di emozioni e percezioni. Ecco che appare nelle sue opere un segno – lettera, energia pura che si imprime e affiora su tutta la superficie pittorica attraverso la sapiente scelte del colore, fortemente evocatore che crea diversi piani spaziali in infinite e mutevoli varianti, fino ad invadere completamente lo spazio e superarne la bidimensionalità. Un segno che cerca costantemente un dialogo, il filo rouge della sua poetica: “così il segno è alle volte più libero, meno controllato, altre invece è più disegnato, più chiaramente delineato nella sua forma e nell’azione consapevole del comunicare nel gioco ambiguo, visivo, e indefinito dall’arte.

Opere di Karam Cannarella - Calligrafia

“Signes et symboles”

Olio su tela – 100×100 cm. – 2004

 L’artista compone il suo linguaggio segnico, fluido ed avvolgente e nitidamente definito con una gestualità controllata e armoniosa, che rifugge da ogni violenza espressiva, strutturando un proprio modo di comunicare di grande valenza pittorica nel quale riconosce il piacere del dipingere. Una moltitudine di segni e lettere contrarie ma inseparabili dominano le sue opere facendo così nascere quell’originale scrittura lirica rigorosamente scandita in ritmo, colore e luce. Altresì fondamentale è il colore che si espande, percorre con energia, la superficie pittorica per rivelare ciò che costituisce il dipingere, aldilà di una sua possibile funzione. Il colore insieme alla componente segnica sono, appunto, i punti essenziali della sua arte, espressione di un approccio critico e del suo spirito sempre pronto a ricercare, a scoprire nuove frontiere del fare. Il suo segno si apre alla vitalità e vivacità del colore denso, vitale sollecitato verso il suo darsi forma alla ricerca di un gioco di contrasti che esaltano il rapporto tra grafia e cromatismo animato da una strana e ipnotica energia. L’immagine appare sempre in divenire, una libera composizione della forma-colore, elementi enfatizzati da un raffinato gioco di concezione volumetrica e spaziale dettata da una tensione spirituale, profonda, intimamente istintiva, sprigionandone un fremito emotivo dal quale nessuno sguardo può essere immune.