Benché egli nutra una profonda ammirazione per alcuni degli antichi maestri con estrema dedizione ne decodifica il linguaggio classico, in quanto è accuratamente consapevole del tedio col quale l’osservatore accoglie le elaborazioni tradizionali rese più efficaci da altri mezzi espressivi. Sviluppa un iter compositivo personale e riconoscibile, grazie a un’originale impronta tecnica che gli permette di reinterpretare in chiave moderna ciò che appartiene alla Storia dell’Arte. Guardando ai grandi maestri del passato come Caravaggio, Botticelli, Warhol fino alla ritrattistica di personaggi famosi tratti dal mondo dello spettacolo, l’artista si immerge nel modernismo concettuale, riportando in vita qualcosa di eterno e immutabile del passato, dando nuova vita a qualcosa che si presta a essere reinterpretato nella sua integrità. Ogni opera rappresenta un viaggio unico nel tempo, all’interno dell’opera, attraverso i dettagli. Partendo da un punto focale, esalta la forza, il vigore e l’energia della sua essenza e del suo contenuto, elementi che vengono rafforzati e fatti emergere nell’atto creativo. Nei suoi quadri fa rivivere le raffigurazioni della storia dell’arte, le reinterpreta e le rende sostanza viva della propria pittura attraverso l’integrazione con le forme dei simboli o delle opere precedentemente realizzate. Sono opere pittoriche attraverso le quali l’artista realizza una contemporaneità che si materializza quando immagini di opere lontane nel tempo si presentano alla sua mente per dare libera interpretazione a nuove opere in chiave moderna. Ci permette di celebrare e apprezzare ancora di più i grandi maestri, di cogliere e percepire nell’arte anche le più piccole e minime variazioni, quei sottili accenti e venature, che vengono corroborati e fatti risaltare nell’atto creativo.
“Gli amanti R. Magritte”
Olio su tela
120×100 cm. – 2015
Karam Sebastiano Cannarella ha da tempo ascoltato nel suo essere artista i valori appartenenti alla sua terra d’origine, dove ha vissuto fino alla piena giovinezza e dalla quale non si è mai distaccato. Alchimista emotivo dal chiaro temperamento mediterraneo, si rivolge al passato per riscoprire quel luogo segreto attraverso l’atto della creazione.
“Cantore del paesaggio siciliano, di quella “terra di Sicilia” che ha ispirato decine di artisti nel corso dei secoli, con meticolosa e grande originalità e abilità tecnica nel rappresentare figure e colori mette in scena un racconto fatto di quadri, scavando nel suo intimo una per una, emozioni, sensazioni e amori, regalandoli a chi, soffermandosi davanti alle sue opere, le guarda con mente aperta e cuore sensibile”. Operatore culturale, ritrae la magica bellezza di una terra incantata. Persistente nelle sue opere è il desiderio di immortalare i ricordi e di riscoprire come ogni scorcio di campagna, un angolo azzurro di mare e tradizioni scomparse nel tempo possano evocare la bellezza mai sopita della sua terra riprodotta nei suoi quadri. La sua arte diventa la voce di un’anima sensibile che canta la sua terra e tutto ciò che le appartiene. In ogni sua opera, ricca di sfumature cromatiche e di dettagli, è rappresentata una combinazione di storia culturale e di ricordi del passato, che trasformano la sua fertile immaginazione in opere che sono reali a prima vista. Nella “storia” narrata dall’artista, la punteggiatura è data dai tratti precisi dei protagonisti e la trama si sviluppa attraverso i colori. Colori caldi e freddi ben accostati tra loro e all’arternaza di linee scure che avvolgono i vari protagonisti “raccontano” visioni profonde della realtà siciliana del passato, impreziosendola con accensioni poetiche, trasmettendo un fascino autentico di un vissuto che oggi non esiste più. Egli mette in scena un racconto che prende vita sulla superficie della tela e ci restituisce ad ogni opera l’incipit delle fiabe del “C’era una volta”. Leggendo i racconti figurativi di Cannarella, entriamo in un Realismo In-cantato perché l’artista sa “cantare” ciò che sembra essersi perso nel tempo, pur essendo sempre presente al cuore di chi sa ascoltare e vedere con occhi stupiti nel ritrarre un’atmosfera magica che l’artista riproduce come frutto dei suoi ricordi.
“I pescatori”
Olio su tela
70×100 cm. – 2016
Con Veglia morbida, Karam Cannarella porta la figura umana in uno spazio sospeso, dove il corpo non è più soltanto presenza, ma memoria, vulnerabilità e attesa.
La pittura si concentra sul momento che segue l’azione: ciò che rimane dopo il gesto, dopo il rito, dopo l’incontro. I corpi sembrano sostare sulla soglia tra presenza e assenza, immersi in una materia pittorica intensa ma trattenuta.
In questo ciclo Cannarella prosegue la sua ricerca sulla condizione umana attraverso una pittura che non racconta, ma lascia affiorare. Veglia morbida rappresenta così un passaggio fondamentale del suo percorso: il corpo è ancora visibile, ma comincia già a lasciare spazio alla traccia, al silenzio e alla memoria
Dopo Veglia morbida, serie di opere figurative raffiguranti le drag queen e rappresentando la dimensione sospesa tra rappresentazione e quotidianità, Cannarella compie un ulteriore passaggio: le figure umane si ritirano dalla scena lasciando il posto alle tracce del loro attraversamento, a luoghi abitati dal ricordo e a oggetti che custodiscono storie silenziose. Con Restanza, Karam Cannarella compie un ulteriore passaggio nella propria ricerca: la figura scompare, ma la sua presenza continua ad abitare i luoghi. Il progetto presenta un nuovo ciclo di opere dedicate ai temi della memoria, dell’assenza e della permanenza.
Porte socchiuse, muri, stanze, oggetti, tagli di luce e spazi vuoti diventano testimoni di qualcosa che è accaduto e che continua a lasciare una traccia attraverso una ricerca pittorica individuale nella costruzione dello spazio e del racconto.
La pittura non rappresenta più direttamente il corpo, ma ciò che il corpo ha lasciato dietro di sé.
Restanza nasce da questa idea: non ciò che semplicemente resta, ma ciò che resiste alla scomparsa. La luce attraversa gli spazi come memoria, mentre l’assenza diventa una nuova forma di presenza.
È una pittura della soglia e dell’invisibile, nella quale Cannarella porta avanti la propria ricerca essenziale: rendere visibile ciò che rimane quando tutto sembra essere passato