Il tempo delle immagini

Viviamo in un tempo in cui le immagini nascono e scompaiono con la stessa velocità con cui scorriamo uno schermo. Ne vediamo migliaia, ma poche riescono davvero ad abitare la nostra memoria. Forse perché non concediamo loro il tempo necessario per entrare dentro di noi.

Credo invece che ogni vera opera d’arte abbia un proprio tempo. Non il tempo dell’orologio, ma quello dell’attesa, del silenzio e dell’incontro. Un’immagine autentica non si impone: aspetta. Rimane lì, discreta, fino a quando siamo pronti ad accoglierla.

Quando dipingo non cerco l’effetto immediato. Cerco una presenza che continui a vivere anche quando il quadro è stato lasciato. È in quel momento che nasce il dialogo più profondo tra l’opera e chi la osserva.

La pittura non è soltanto ciò che si vede. È ciò che resta dopo aver guardato. È una traccia che continua a lavorare dentro di noi, spesso senza che ce ne accorgiamo.

Per questo parlo di Restanza. Restare non significa fermarsi, ma custodire ciò che merita di non essere dimenticato. Ogni immagine dovrebbe avere il coraggio di rallentare il tempo, di sottrarci per un istante alla fretta quotidiana e di riconsegnarci al silenzio.

Forse il compito dell’arte oggi non è produrre altre immagini, ma restituire tempo alle immagini. Tempo per essere guardate, comprese e amate. Perché solo ciò che trova il tempo di abitare il nostro cuore può trasformarsi in memoria.

Karam Cannarella