SCULTURE

Karam Sebastiano Cannarella con estrema naturalezza spazia dalla pittura alla scultura e una ricerca in continua evoluzione lo conduce a superare la superficie piana del dipinto modellando sculture quali tartarughe, busti, libri e restituendo nuova vita a strumenti musicali dismessi.

 

L’artista con estrema naturalezza riesce a spaziare dalla pittura alla scultura e  secondo un linguaggio scultoreo plasma nuovi materiali. Attraverso l’unione della materia al colore che, dominano le scelte formali e di pensiero, fra grumi e sovrapposizioni di meticolosa esecuzione, l’artista dà nuovo slancio al proprio fare arte mostrando come possano essere infinite e variabili le combinazioni in una creazione artistica. Libera di esprimere il volere e l’agire dell’autore, queste sue campiture d’ampio respiro se a prima vista sottolineano l’immensità del colore ben presto mostrano tutta la loro forza narrativa dentro, oltre e attraverso la materia. Sperimenta un linguaggio che risente degli influssi della cultura orientale divenuta la sua cifra stilistica che rende le sue opere immediatamente riconoscibili. Plasma tra loro il linguaggio pittorico e scultoreo, coniugandone l’autenticità della tradizione con la modernità e post-modernità dell’arte contemporanea, come dichiarazione d’amore, frutto del suo quotidiano impegno esercitato con certosina pazienza e tanta fatica. La scultura in Cannarella è “segno” quale forza di emozione e stile che diviene messaggio dettato da un insieme di elementi calligrafici quali segni e lettere trasportati sulla superficie della scultura in modo rituale e immutabile per la riuscita tecnica ed emozionale della stessa. quale risoluta immaginazione della coscienza e dei suoi sentimenti mai monotoni e superficiali.
La sua ricerca artistica consente di percepire nuovi equilibri quale esplosione di una carica che ripropone la bellezza e l’assunto del fare arte di rilevante valore artistico.  Articola un fruire di emozioni plasmando una moltitudine di tartarughe scultoree in resina di diverse dimensioni decorate con la sovrapposizione di colori e elementi calligrafici, ben dosati e accostati che si possiedono reciprocamente fino a precipitare l’uno nell’altro, fluttuando tra di loro, in grado di creare una rete di connessione e nuovi simboli-lettera.

 

Le sculture di Karam Cannarella

“Totem”

Acrilico su resina
40x35x30 cm – 2007

Sculture come “simbolo”, come si nota nella scelta degli altri soggetti realizzati. I libri di grandi dimensioni sono sinonimi visivi, tattili di cultura, che nel loro astrattismo racchiudono la concretezza delle parole, nella cui somma e congiunzione ritroviamo un significato.
I busti nel loro anonimato, sono dispensatori di sapere da una parte, e materia stessa dell’arte, mentre i mandolini nel loro silenzio ci rammentano la bellezza della cultura musicale.