Una porta socchiusa emerge dal buio. Da quell’apertura filtra un fascio di luce che attraversa il pavimento e si disperde nello spazio. Non ci sono figure, oggetti o riferimenti narrativi. Eppure, La soglia rimasta, una delle opere più emblematiche del nuovo ciclo Restanza di Karam Sebastiano Cannarella, racconta molto più di quanto mostra.
L’artista siciliano affida alla pittura il compito di indagare ciò che permane dopo il passaggio delle persone e degli eventi. Se nei lavori precedenti il corpo occupava ancora la scena, qui sembra essersi dissolto, lasciando soltanto la traccia della propria esistenza. È proprio in questa assenza che prende forma il significato dell’opera.
La soglia è da sempre simbolo di attraversamento, cambiamento e attesa. Cannarella ne offre una lettura essenziale e profondamente poetica. Non interessa ciò che si trova oltre la porta né chi l’abbia aperta. Ciò che conta è il varco stesso, quel confine sottile tra il noto e l’ignoto, tra ciò che è stato e ciò che potrebbe ancora accadere.
La luce assume un ruolo centrale. Non illumina lo spazio per descriverlo, ma lo trasforma in esperienza emotiva. Il contrasto tra il fascio luminoso e l’oscurità circostante richiama una sensibilità che guarda alla grande tradizione del chiaroscuro, pur traducendola in un linguaggio contemporaneo e intimista. La luce diventa presenza, memoria, possibilità.
In Restanza il concetto del “restare” non coincide con l’immobilità, ma con la capacità di custodire ciò che il tempo tende a consumare. Anche in questo dipinto la memoria non è evocata attraverso il racconto, ma attraverso una sensazione. Quel lembo di luce sembra trattenere qualcosa che non vediamo più, ma che continua a esistere.
Con una pittura sempre più essenziale, Cannarella raggiunge un’intensità rara. La soglia rimasta è un’immagine silenziosa che invita a fermarsi e a osservare. In quel piccolo varco luminoso si concentra l’intero senso della mostra: la possibilità che ciò che è assente continui, in qualche modo, a essere presente.
Paola Martino



