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The places that remember: the invisible presence and the light of absence

Ci sono luoghi che sembrano vuoti, ma non lo sono. Una casa abbandonata, una stanza rimasta chiusa, un cortile consumato dal tempo possono continuare a custodire la presenza di chi li ha abitati. Non occorre vedere una figura per avvertirne il passaggio. A volte basta una porta socchiusa, una tenda [...]

From memory to painting

Ci sono ricordi che appartengono al passato e altri che continuano a vivere dentro di noi. Per me la pittura nasce soprattutto da questi ultimi. Ho attraversato luoghi, città e stagioni molto diverse, ma alcune immagini non mi hanno mai lasciato: il mare di Portopalo, l’Isola di Capo Passero, le [...]

Why some places are never forgotten

Perché alcuni luoghi non si dimenticano Ci sono luoghi che attraversiamo e luoghi che, invece, attraversano noi. Possiamo visitarli una sola volta, viverci per anni oppure incontrarli per caso. Eppure alcuni rimangono. Non sappiamo sempre spiegare perché. Non dipende necessariamente dalla loro bellezza, dalla grandezza di un monumento o dall'importanza [...]

The light that crosses time

i sono luci che illuminano e luci che ricordano. Nella mia pittura la luce non è mai soltanto un fatto naturale. Non serve semplicemente a rendere visibile una figura, un muro, il mare o una porta. È qualcosa che arriva da più lontano. Attraversa il tempo, incontra ciò che è [...]

When a place knows memory

Esistono luoghi che non sono soltanto spazi. Sono presenze. Custodiscono il tempo senza trattenerlo, come una pietra che continua a conservare il calore del sole anche dopo il tramonto. Entrando in certi ambienti si ha la sensazione che qualcuno sia appena uscito. Non rimangono le persone, ma il loro passaggio. [...]

Waiting for light

Con Attesa di luce, Karam Sebastiano Cannarella introduce nel ciclo Restanza una riflessione sul tempo dell'attesa, inteso non come sospensione passiva, ma come forma di permanenza. L'opera rinuncia a ogni definizione narrativa e costruisce uno spazio in cui la pittura diventa esperienza sensibile del fluire. Non esistono coordinate precise, né [...]

The time of images

Viviamo in un tempo in cui le immagini nascono e scompaiono con la stessa velocità con cui scorriamo uno schermo. Ne vediamo migliaia, ma poche riescono davvero ad abitare la nostra memoria. Forse perché non concediamo loro il tempo necessario per entrare dentro di noi. Credo invece che ogni vera [...]

The strength that remains

Con La forza che resta, Karam Sebastiano Cannarella affronta uno dei nuclei più profondi del ciclo Restanza: l'idea che la forza non sia mai sinonimo di dominio, ma di capacità generativa. L'opera rinuncia a ogni riferimento riconoscibile e affida interamente alla pittura il compito di rendere visibile un'energia che precede [...]

Art begins when the gaze ends

Viviamo in un tempo in cui tutti vedono, ma pochi osservano davvero. Le immagini scorrono davanti ai nostri occhi con una velocità tale da impedirci di fermarci. Eppure l'arte nasce esattamente nel momento opposto: quando lo sguardo rallenta. Un artista non aggiunge semplicemente un'immagine al mondo. Cerca ciò che il [...]

The wound that holds light

Con La ferita che trattiene luce, Karam Sebastiano Cannarella porta il percorso di Restanza a un punto di radicale essenzialità. Ogni elemento narrativo sembra ritirarsi per lasciare spazio a una pittura che riflette sulla materia stessa dell'esistenza. Non ci sono figure, né luoghi riconoscibili. L'immagine si costruisce attorno a una [...]

The silence that precedes a work

Molti pensano che un quadro nasca quando il pittore prende in mano il pennello. La mia esperienza mi ha insegnato che non è così. Un'opera comincia molto prima. Comincia in un silenzio, in un ricordo, in una luce intravista per un solo istante. A volte nasce da una porta socchiusa, [...]

The echo remains

Con L'eco resta, Karam Sebastiano Cannarella conduce il ciclo Restanza verso una dimensione ancora più rarefatta, dove la permanenza non coincide più con la materia, ma con la capacità dell'esperienza di continuare a risuonare oltre la propria origine. L'opera abbandona ogni riferimento narrativo esplicito per costruire uno spazio sospeso, in [...]

Restanza is not nostalgia

Negli ultimi anni si è parlato molto di memoria, di radici e di luoghi abbandonati. Spesso però questi temi vengono associati alla nostalgia, come se guardare al passato significasse semplicemente rimpiangerlo. La mia idea di Restanza è diversa. La Restanza non è il desiderio di tornare indietro. Non è il [...]

The threshold that remained

Una porta socchiusa emerge dal buio. Da quell'apertura filtra un fascio di luce che attraversa il pavimento e si disperde nello spazio. Non ci sono figure, oggetti o riferimenti narrativi. Eppure, La soglia rimasta, una delle opere più emblematiche del nuovo ciclo Restanza di Karam Sebastiano Cannarella, racconta molto più [...]

Glimmer

Con Spiraglio, Karam Sebastiano Cannarella porta la riflessione sulla Restanza verso un grado ulteriore di essenzialità. Se nelle opere precedenti la memoria si manifestava attraverso presenze riconoscibili, oggetti carichi di vissuto o figure che emergevano dalla materia pittorica come tracce di un'assenza, qui tutto sembra ridursi a pochi elementi: una [...]

After work

Dopo il lavoro rappresenta un momento decisivo nel percorso attraverso la restanza che Karam Cannarella va costruendo opera dopo opera. Se nei lavori precedenti il permanere si manifestava come soglia, attesa o tensione identitaria, qui assume una dimensione più profonda e universale, legata al rapporto tra corpo, memoria e paesaggio. [...]

Fire does not forget

Con Il fuoco non dimentica, Karam Cannarella esplora memoria, perdita e permanenza attraverso una narrazione che unisce realtà e visione. L'opera mostra un interno spoglio e abbandonato, illuminato da una luce filtrante. Non descrive solo un luogo, ma rappresenta una presenza che persiste oltre l'assenza. Al centro si trova una [...]

The last keeper

Con Restanza, Karam Cannarella esplora una dimensione più essenziale del permanere, focalizzandosi sul gesto del custodire. L’opera, L’ultimo custode, si presenta in uno spazio domestico e mentale, carico di tracce di presenza che resistono al tempo. Il corpo del cane al centro dell’opera rappresenta una forma di resistenza discreta, suggerendo [...]

The Queen of the labyrinth

La Regina del Labirinto racchiude una tensione tra identità e dispersione, con un volto al centro che sembra risucchiato da un vortice pittorico. Il supporto tondo elimina gerarchie e direzioni, contribuendo a una figura ambigua di regina in un regno instabile. Il labirinto rappresenta una condizione mentale, con la pittura [...]

Threshold line

Linea di soglia concentra la sua energia in un momento di compressione, dove il corpo trattiene il movimento. La figura accucciata sulla pista non occupa solo uno spazio, ma lo tende, creando una tensione che coinvolge ogni parte dell'immagine. L'opera esplora il confine tra esposizione e resistenza, trasformando la soglia [...]

Before the flight

Prima del volo si impone come una soglia trattenuta, un’immagine che non racconta un evento ma lo ritarda. La figura è frontale, esposta, attraversata dalle linee della gabbia che non si limitano a contenerla ma ne scandiscono il volto, quasi a segmentarne la possibilità stessa di espressione. Non siamo davanti [...]

Assisted descent

“Discesa assistita” si configura come un campo pittorico da attraversare, più che come una semplice scena. L’apparente teatralità dell’immagine, una figura in abiti settecenteschi, quasi una diva fuori tempo, sorretta da quattro giovani contemporanei, non va letta come citazione o ironia, ma come campo di tensione in cui tempi, corpi [...]

Soft Vigil – Identity, Dream and Body

Soft vigil imposes itself as a visual and sensory threshold, a territory suspended between intimacy and symbolic construction, where the body and the imaginary merge into a densely stratified oneiric dimension. The painting – oil on canvas, 100 x 100 cm – builds a scene that, despite its apparent chromatic [...]