Il colore nasce dalla memoria

Quando dipingo, il colore non arriva mai per caso.
Prima ancora di scegliere un rosso, un ocra, un verde o un azzurro, dentro di me esiste già una sensazione. A volte è il ricordo di un luogo, altre volte una luce vista molti anni fa, un muro consumato dal sole, il colore del mare prima di una tempesta, una porta rimasta socchiusa.

Per questo penso che il colore nasca dalla memoria.
La memoria, però, non conserva le cose esattamente come sono state. Le trasforma. Un colore che apparteneva a un momento lontano ritorna diverso, più intenso o più silenzioso. Il tempo gli toglie qualcosa e nello stesso momento gli aggiunge profondità.
Nella mia pittura cerco proprio questo.
Non voglio riprodurre fedelmente ciò che ho visto. Cerco ciò che ne è rimasto dentro di me. Il rosso può diventare una ferita, ma anche una presenza. L’ocra può essere la terra, un muro antico, una stanza abbandonata. Il verde può avere dentro l’umidità, il tempo, qualcosa che continua a vivere nonostante l’assenza.

Karam Sebastiano Cannarella